Nel trasporto delle merci alimentari, soprattutto quando si parla di prodotti deperibili e temperatura controllata, uno dei termini che ricorre più frequentemente è certificazione ATP. Tuttavia, non tutti i prodotti alimentari devono essere trasportati necessariamente in regime ATP e, allo stesso tempo, possedere un mezzo refrigerato non significa automaticamente che questo sia conforme ai requisiti previsti dall’Accordo.
Infatti la normativa ATP stabilisce precise caratteristiche tecniche per le attrezzature utilizzate nel trasporto di determinate derrate deperibili e definisce anche le condizioni attraverso cui queste caratteristiche devono essere verificate.
Di conseguenza il certificato ATP non rappresenta una generica certificazione della qualità degli alimenti trasportati, ma attesta la conformità dell’attrezzatura utilizzata per il trasporto rispetto ai requisiti stabiliti dall’Accordo e comprendere quando è obbligatoria la certificazione ATP, cosa certifica realmente e quali mezzi riguarda è quindi importante per distinguere gli obblighi tecnici relativi al veicolo dalle più ampie regole che interessano conservazione, sicurezza alimentare e mantenimento della temperatura.
Che cos’è la certificazione ATP?
La certificazione ATP riguarda la conformità delle attrezzature utilizzate per il trasporto di determinate derrate deperibili alle prescrizioni dell’Accordo ATP, sigla che identifica l’Agreement on the International Carriage of Perishable Foodstuffs and on the Special Equipment to be Used for such Carriage.
L’Accordo ATP è stato concluso a Ginevra nel 1970 ed è entrato in vigore nel 1976 mentre in Italia è stato ratificato con la Legge 2 maggio 1977, n. 264, con l’obiettivo di creare regole comuni per il trasporto delle derrate deteriorabili, stabilendo sia le caratteristiche che devono possedere le attrezzature speciali sia, per determinate categorie di alimenti, le condizioni di temperatura da rispettare durante il trasporto.
In particolare, l’Accordo contiene tre grandi gruppi di disposizioni tecniche: il primo riguarda definizioni e requisiti delle attrezzature speciali, il secondo la scelta delle attrezzature e le temperature previste per alimenti congelati e surgelati, mentre il terzo disciplina le temperature relative a determinate derrate che non appartengono alle categorie dei congelati e surgelati.
Quando si parla di regime ATP, quindi, non si fa riferimento semplicemente all’utilizzo di un frigorifero installato sul veicolo ma l’attrezzatura deve presentare caratteristiche verificabili di isolamento e, quando previsto, capacità frigorifera o termica coerenti con la classificazione attribuita.
Quando è obbligatoria la certificazione ATP?
La certificazione ATP è richiesta quando il trasporto rientra nel campo di applicazione dell’Accordo e riguarda derrate per le quali sono previste specifiche attrezzature e condizioni di trasporto, quindi significa che non esiste una regola secondo cui qualsiasi prodotto alimentare debba automaticamente viaggiare su un veicolo ATP.
In aggiunta lo stesso materiale formativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti distingue il trasporto di prodotti alimentari in generale da quello delle specifiche derrate deteriorabili interessate dall’ATP, precisando che l’utilizzo di mezzi conformi è obbligatorio soltanto per alcune categorie.
Nello specifico a livello internazionale l’Accordo ATP nasce per i trasporti effettuati sul territorio di almeno due Stati contraenti e disciplina sia il trasporto stradale sia quello ferroviario, oltre a determinate tratte marittime collegate al trasporto terrestre. Successivamente diversi Stati, Italia compresa, hanno poi costruito procedure e disposizioni nazionali facendo riferimento all’Accordo.
Per stabilire concretamente se un trasporto richiede il regime ATP bisogna quindi considerare almeno tre elementi: la tipologia della merce, le condizioni termiche previste per quella derrata e le caratteristiche dell’attrezzatura utilizzata.
Infine il trasporto ATP riguarda esclusivamente le situazioni in cui merce e attrezzatura rientrano effettivamente nel campo di applicazione dell’Accordo.
Quali alimenti richiedono il trasporto in regime ATP?
L’Accordo interessa principalmente determinate derrate deperibili che, durante il trasporto, devono essere mantenute nelle condizioni previste dagli allegati ATP e rientrano nel sistema diverse categorie di prodotti congelati, surgelati e refrigerati per i quali vengono definite condizioni di trasporto e temperature specifiche. La classificazione deve però essere effettuata facendo riferimento alla singola derrata, perché essere un alimento “deperibile” in senso generale non significa automaticamente ricadere nello stesso regime tecnico ed è quindi importante distinguere il concetto più ampio di alimento deperibile dall’effettiva applicazione della normativa ATP evitando uno degli errori più comuni: considerare la certificazione ATP come un requisito generico per qualsiasi trasporto alimentare. Quando l’ATP non è necessario?
L’ATP non è necessario semplicemente perché sul mezzo vengono caricati prodotti alimentari ma per gli alimenti non deteriorabili, ad esempio, le esigenze relative all’idoneità e all’igiene del veicolo non coincidono con l’obbligo di utilizzare un’attrezzatura certificata ATP. Anche il MIT distingue chiaramente gli alimenti non deteriorabili dalle derrate per le quali è richiesto il trasporto in regime ATP e allo stesso modo, esistono prodotti deteriorabili che non devono essere automaticamente ricondotti alle categorie ATP.
Di conseguenza, prima di stabilire quale mezzo utilizzare è necessario verificare le caratteristiche della merce, le condizioni di conservazione richieste e l’effettiva disciplina applicabile al trasporto.
Certificato ATP: che cos’è e cosa certifica davvero?
Il certificato ATP è il documento che attesta la conformità dell’attrezzatura rispetto alle caratteristiche tecniche previste dall’Accordo e questo diventa probabilmente il punto più importante da chiarire: l’ATP certifica principalmente l’attrezzatura utilizzata per il trasporto e le sue prestazioni tecniche, non la qualità dell’alimento trasportato.
L’Accordo disciplina infatti aspetti come capacità di isolamento della carrozzeria, efficienza delle attrezzature termiche e, nelle diverse categorie previste, capacità di mantenere determinate condizioni all’interno del vano di carico.
Nello specifico UNECE chiarisce che le attrezzature destinate ai trasporti ATP devono essere certificate da una Parte contraente sulla base di prove eseguite secondo le metodologie contenute nell’Accordo e poi il certificato di conformità così ottenuto viene riconosciuto dagli altri Stati aderenti.
Non bisogna quindi confondere il certificato ATP con la garanzia assoluta che la merce rimarrà sempre alla temperatura corretta durante qualunque viaggio perchè la certificazione dimostra che l’attrezzatura possiede determinate caratteristiche tecniche; il corretto utilizzo del mezzo, le modalità di carico, la gestione delle aperture, la temperatura iniziale della merce e le attività operative rimangono elementi essenziali per il mantenimento delle condizioni previste durante il trasporto a temperatura controllata. Certificato ATP e attestato ATP: sono la stessa cosa?
Nel linguaggio comune vengono utilizzate entrambe le espressioni certificato ATP e attestato ATP, motivo per cui possono sembrare due documenti differenti ma in realtà la terminologia amministrativa italiana è stata aggiornata nel tempo.
La circolare della Direzione Generale per la Motorizzazione del 2 luglio 2024 fa espressamente riferimento agli “attestati, ora Certificato di conformità dell’attrezzatura”, richiamando l’Allegato 1, Appendice 3 dell’Accordo ATP.
Pertanto è ancora molto comune sentir parlare di attestato ATP, soprattutto facendo riferimento a documentazione, procedure e mezzi già in circolazione, mentre la denominazione aggiornata utilizzata dal Ministero pone l’attenzione sul certificato di conformità dell’attrezzatura.
La certificazione ATP, invece, può essere intesa in senso più generale come l’intero processo attraverso il quale viene verificata e attestata la rispondenza dell’attrezzatura ai requisiti previsti.
In pratica, quindi, certificazione, attestato e certificato sono termini strettamente collegati, ma non indicano esattamente lo stesso concetto: la certificazione identifica il processo di conformità, mentre il certificato costituisce il documento che ne attesta il risultato.
Chi rilascia il certificato ATP e come si ottiene?
Il rilascio del certificato ATP avviene attraverso le procedure previste dall’autorità competente e può richiedere verifiche tecniche, documentazione e prove relative alle caratteristiche dell’attrezzatura.
Nello specifico il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica, per il procedimento di rilascio e rinnovo degli attestati ATP, come uffici responsabili le strutture territoriali dei Trasporti, comprese DGT, UMC e CPA.
Accanto all’attività amministrativa esistono inoltre stazioni di prova ed esperti ATP incaricati delle verifiche tecniche previste dalle procedure e anche UNECE mantiene un elenco delle autorità competenti e delle stazioni di prova riconosciute dai diversi Paesi aderenti all’Accordo.
Quindi l’iter concreto dipende dalla situazione dell’attrezzatura: mezzo nuovo, attrezzatura appartenente a un tipo già approvato, mezzo in servizio oppure attrezzatura sottoposta a rinnovo possono infatti seguire procedure differenti.
Quali controlli deve superare il mezzo?
Le verifiche ATP non si limitano a controllare se il gruppo frigorifero si accende ma una delle caratteristiche indispensabili è la capacità isolante dell’attrezzatura, espressa attraverso il coefficiente globale di trasmissione termica, comunemente indicato come coefficiente K.
Ad esempio l’Accordo distingue tra attrezzatura normalmente isolata e fortemente isolata proprio sulla base delle prestazioni dell’involucro e le prove possono inoltre riguardare l’efficienza delle apparecchiature refrigeranti, frigorifere o riscaldanti in funzione della categoria alla quale deve appartenere il mezzo.
In aggiunta le modalità di verifica cambiano anche in base all’età dell’attrezzatura e alla procedura utilizzata per il mantenimento della conformità.
Quindi parlare genericamente di “omologazione ATP” può essere utile nel linguaggio comune, ma tecnicamente è più corretto distinguere tra approvazione del tipo, prove dell’attrezzatura e rilascio del certificato di conformità.
Quali veicoli devono avere la certificazione ATP?
La normativa non individua semplicemente una categoria di veicoli chiamata “veicoli ATP”, ma classifica le attrezzature speciali utilizzate per il trasporto in funzione delle loro caratteristiche tecniche.
L’ATP può quindi riguardare carrozzerie montate su autocarri e furgoni, rimorchi, semirimorchi, container e altre attrezzature analoghe destinate al trasporto di derrate deperibili, infatti nell’Allegato 1 dell’Accordo il concetto di equipment comprende tra gli altri, autocarri, rimorchi, semirimorchi e container.
Di conseguenza, termini comunemente ricercati come camion ATP, ATP furgoni oppure ATP mezzi di trasporto descrivono in realtà veicoli dotati di attrezzature conformi a una determinata classificazione ATP.
Furgoni, camion e celle frigorifere
Il furgone o il camion destinato al trasporto refrigerato non diventa automaticamente ATP per la sola presenza di una cella coibentata o di un gruppo frigorifero ma quando l’attrezzatura viene utilizzata per un trasporto soggetto all’Accordo deve rispettare i requisiti della categoria ATP appropriata ed essere accompagnata dalla relativa conformità.
Inoltre questo principio vale sia per mezzi di dimensioni ridotte sia per camion e semirimorchi frigoriferi: ciò che cambia sono caratteristiche costruttive, configurazione e prestazioni richieste, non il principio alla base della certificazione.
Sigle e classi ATP: cosa indicano?
Le sigle riportate sulle attrezzature ATP permettono di identificare alcune delle loro caratteristiche tecniche e la classe attribuita.
La prima distinzione riguarda l’isolamento, ad esempio l’accordo utilizza IN per l’attrezzatura normalmente isolata e IR per quella fortemente isolata, con valori differenti del coefficiente globale di trasmissione termica.
Invece nel caso delle attrezzature dotate di sistemi di refrigerazione compaiono combinazioni di lettere che identificano tipologia dell’attrezzatura, livello di isolamento e classe termica e nello specifico una sigla molto conosciuta nel settore è ad esempio FRC, relativa a una determinata configurazione di attrezzatura meccanicamente refrigerata con isolamento rinforzato e classe C. Infine l’accordo prevede numerose altre sigle in funzione delle caratteristiche tecniche.
D’altronde non è però necessario conoscere a memoria ogni combinazione: ciò che conta è comprendere che la sigla ATP identifica ciò per cui l’attrezzatura è stata effettivamente verificata e classificata, e non costituisce una semplice etichetta commerciale e ovviamente sotto alla marcatura viene inoltre riportata la data di scadenza del certificato relativo all’attrezzatura.
Certificazione ATP e trasporto a temperatura controllata
La certificazione ATP è strettamente collegata al trasporto a temperatura controllata, ma i due concetti non devono essere considerati sinonimi.
Il trasporto a temperatura controllata è un concetto più ampio e riguarda l’organizzazione necessaria a mantenere una determinata merce nelle condizioni termiche richieste durante il trasferimento.
L’ATP, invece, stabilisce requisiti tecnici e condizioni specifiche applicabili alle attrezzature e alle derrate comprese nel proprio campo di applicazione.
Quindi il mezzo ATP può rappresentare uno degli elementi necessari alla gestione della catena del freddo, ma il mantenimento della catena dipende anche da ciò che avviene prima e dopo il viaggio: stoccaggio, preparazione della merce, carico, scarico e passaggi distributivi. Allo stesso modo, quando l’azienda necessita di movimentare prodotti che richiedono specifiche condizioni termiche, il mezzo deve essere scelto sulla base della tipologia di prodotto e della disciplina applicabile al relativo trasporto refrigerato. Quanto dura la certificazione ATP e quando scade?
La certificazione ATP non ha una durata illimitata, perché nel tempo le caratteristiche isolanti della carrozzeria e l’efficienza delle apparecchiature possono cambiare e nello specifico nel quadro ATP, il primo periodo di conformità può arrivare fino a sei anni e successivamente l’attrezzatura deve essere sottoposta alle verifiche previste per poter continuare a essere utilizzata nella relativa classificazione.
L’Accordo ATP distingue inoltre le modalità con cui può essere verificata un’attrezzatura già in servizio e in determinati casi, quando l’ispezione svolta dagli esperti dà esito favorevole, il mezzo può essere mantenuto in servizio nella propria classe per un ulteriore periodo fino a tre anni. Una verifica completa delle prestazioni isolanti attraverso la misurazione del coefficiente K può invece consentire, quando i risultati sono conformi, un ulteriore periodo fino a sei anni.
Quindi parlare semplicemente di “ATP che dura sei anni” può essere riduttivo: la scadenza ATP dipende anche dalla fase della vita dell’attrezzatura e dal tipo di verifica attraverso cui ne viene confermata la conformità.
Infine la data di scadenza deve essere verificata sul certificato e viene richiamata anche attraverso la marcatura presente sull’attrezzatura.
Cosa succede alla scadenza del certificato ATP?
Alla scadenza, l’attrezzatura non può essere considerata automaticamente conforme soltanto perché continua a funzionare correttamente dal punto di vista meccanico ma per continuare a utilizzarla nei trasporti per i quali è richiesta la conformità ATP è necessario seguire la procedura di rinnovo ATP prevista per la relativa situazione.
Questo è un altro punto importante: l’efficienza apparente del gruppo frigorifero e la validità amministrativa e tecnica della certificazione sono due aspetti differenti.
Come funziona il rinnovo ATP?
Il rinnovo ATP serve a verificare che l’attrezzatura già in servizio continui a possedere caratteristiche compatibili con la classificazione attribuita e con le disposizioni previste dall’Accordo ATP.
Nello specifico il procedimento può comprendere verifiche dello stato della carrozzeria, dell’isolamento e dell’efficacia delle apparecchiature termiche. In questo contesto, le verifiche legate al rinnovo e alla revisione ATP servono a controllare che l’attrezzatura continui a possedere le caratteristiche richieste per mantenere la propria conformità. Inoltre in funzione dell’età del mezzo e della procedura applicabile possono essere richiesti controlli differenti e, nei casi previsti, prove più approfondite presso una stazione di prova.
In aggiunta il MIT individua espressamente un procedimento amministrativo relativo al rilascio o rinnovo dell’attestato di conformità ATP per le carrozzerie destinate al trasporto di derrate deteriorabili in regime di temperatura controllata.
Certificazione ATP, HACCP e catena del freddo: quali sono le differenze?
ATP, HACCP e catena del freddo vengono spesso citati nello stesso contesto, ma descrivono elementi differenti della gestione dei prodotti alimentari.
La certificazione ATP riguarda principalmente le caratteristiche e la conformità delle attrezzature speciali utilizzate per il trasporto delle derrate rientranti nell’Accordo ATP.
Invece l’HACCP appartiene al sistema di prevenzione e controllo dei pericoli legati alla sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e interessa l’organizzazione delle attività attraverso cui il prodotto viene gestito.
La catena del freddo, infine, descrive la continuità delle condizioni termiche necessarie lungo le diverse fasi attraversate dalla merce, dalla conservazione iniziale fino allo stoccaggio, al trasporto e alla distribuzione.
I tre concetti possono quindi interagire, ma non sono intercambiabili, pertanto il mezzo può essere conforme ATP, ma ciò non elimina la necessità di organizzare correttamente le operazioni logistiche e allo stesso modo, rispettare procedure HACCP non sostituisce la conformità tecnica dell’attrezzatura quando il trasporto richiede il mezzo ATP.
Infine possiamo affermare con sicurezza che la gestione corretta delle derrate deperibili nasce proprio dalla combinazione tra mezzo adeguato, rispetto delle condizioni previste e organizzazione coerente dell’intera filiera.
Trasporto in regime ATP con D’Alessandro Trasporti
Dal 1985, D’Alessandro Trasporti opera nel trasporto nazionale di prodotti alimentari, con una particolare specializzazione nella gestione di merci fresche e refrigerate.
Nello specifico l’azienda dispone di una flotta di oltre 40 mezzi di proprietà e gestisce direttamente le attività di trasporto, senza ricorrere alla subvezione, permettendo di mantenere un controllo più diretto sui mezzi impiegati, sull’organizzazione dei viaggi e sulle condizioni nelle quali la merce viene movimentata.
Per i prodotti che richiedono refrigerazione, D’Alessandro Trasporti opera nel range 0/+4 °C con mezzi certificati ATP e dotati di registratore di temperatura a bordo, così da monitorare l’andamento termico durante il viaggio, orientando l’attività principalmente al trasporto refrigerato di alimenti freschi, mentre l’azienda non effettua trasporto di prodotti surgelati. Alla fase di trasporto possono inoltre affiancarsi servizi di deposito e stoccaggio, sia a temperatura ambiente sia in condizioni refrigerate, insieme alla gestione delle scadenze e dei picchi stagionali.